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CATANZARO: è TEMPO DI SCELTE CORAGGIOSE E LUNGIMIRANTI

28/03/2026 18:37

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NOTIZIE, Turismo & Territorio,

CATANZARO: è TEMPO DI SCELTE CORAGGIOSE E LUNGIMIRANTI

Nel cuore della Calabria, Catanzaro vive oggi una fase delicata e complessa, che impone una riflessione lucida epriva di retorica sul futuro del suo t

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Nel cuore della Calabria, Catanzaro vive oggi una fase delicata e complessa, che impone una riflessione lucida e
priva di retorica sul futuro del suo tessuto urbano ed economico. Il fenomeno dei locali commerciali
sfitti, particolarmente evidente nel centro storico, rappresenta non soltanto un segnale di crisi
economica, ma anche il sintomo di un più ampio processo di trasformazione che ha
progressivamente svuotato la città della sua vitalità. È ormai sotto gli occhi di tutti come numerose
attività abbiano cessato la propria funzione, lasciando serrande abbassate e spazi privi di vita,
mentre quelle ancora attive faticano a sopravvivere in un contesto sempre più difficile. Una
situazione che si manifesta tanto nel centro storico quanto nelle aree periferiche, delineando un
quadro di sofferenza diffusa del commercio locale. Attribuire responsabilità esclusivamente
all’attuale amministrazione sarebbe tuttavia riduttivo e fuorviante. Le radici di questa crisi
affondano in scelte politiche stratificate nel corso degli ultimi vent’anni, decisioni che, con il senno
di poi, appaiono aver inciso profondamente sull’assetto socio-economico della città. La
delocalizzazione di importanti uffici pubblici, lo sviluppo disordinato di quartieri residenziali privi
di un adeguato tessuto di servizi — veri e propri “quartieri dormitorio” — e la collocazione del
campus universitario in un’area come Germaneto, caratterizzata da una vocazione incerta tra
industriale, agricola e direzionale, hanno contribuito a frammentare il baricentro urbano. A ciò si
aggiunge la creazione delle province di Vibo Valentia e Crotone, che ha sottratto territorio e
centralità amministrativa a Catanzaro, indebolendone ulteriormente il ruolo storico. Si tratta di una
serie di scelte che, nel loro insieme, hanno determinato un progressivo svuotamento della città, non
solo in termini demografici, ma anche economici e sociali. Gli urbanisti insegnano che nelle città di
dimensioni contenute l’economia deve essere “blindata”, ovvero preservata e consolidata nei suoi
punti di forza. Per Catanzaro, questi punti erano rappresentati dagli uffici pubblici, dall’università e
dal ruolo amministrativo provinciale. Piuttosto che disperdere tali risorse, sarebbe stato opportuno
potenziarle, affiancandole con servizi adeguati, infrastrutture e parcheggi, così da rafforzare
l’attrattività del centro urbano. Oggi, di fronte a progetti come la realizzazione di un nuovo ospedale
o di un nuovo stadio, appare fondamentale evitare ulteriori errori. Le poche grandi infrastrutture
rimaste devono essere preservate nella loro attuale collocazione, migliorate e ampliate, senza
contribuire a un ulteriore impoverimento del tessuto cittadino. Spostarle significherebbe infliggere
un colpo potenzialmente irreversibile all’economia locale. La domanda che inevitabilmente emerge
è se esista ancora una via d’uscita o se la città sia destinata a un declino inarrestabile. La risposta,
pur nella consapevolezza delle difficoltà, non può che essere orientata alla responsabilità e
all’azione. È vero: alcune scelte del passato sono ormai irreversibili. L’università, gli uffici
delocalizzati e le nuove province non torneranno indietro. Tuttavia, ciò che resta può e deve essere
tutelato e valorizzato. Occorre, dunque, un cambio di paradigma: superare logiche di breve periodo
e interessi particolari per promuovere ogni iniziativa capace di generare movimento economico e
sociale. Le istituzioni locali devono farsi promotrici di progetti concreti, mettendo a disposizione,
ad esempio, immobili di proprietà comunale e provinciale per ampliare l’offerta formativa
dell’Università Magna Graecia, favorendo così il ritorno di giovani e la rivitalizzazione del centro.
In questa direzione si inseriscono segnali incoraggianti, come la riconversione della scuola “Bruno
Chimirri” in studentato, un intervento che porterà circa 140 studenti nel cuore del centro storico. Un
numero forse contenuto, ma altamente significativo: rappresenta un modello virtuoso, capace di
coniugare riqualificazione urbana e rilancio economico. È proprio da iniziative di questo tipo che
bisogna ripartire, trasformando edifici abbandonati in luoghi di vita e di opportunità. Catanzaro si
trova oggi a un bivio. Il rischio di un progressivo declino è reale, ma altrettanto concreta è la
possibilità di invertire la rotta attraverso scelte coraggiose, lungimiranti e condivise. La sfida è
complessa, ma non impossibile, a patto che si abbia la volontà di mettere al centro l’interesse
collettivo e il futuro della città.
Aldo Argirò, componente direttivo, movimento politico NUOVA GENESI