
Lunedì 18 maggio, nello stand della Regione Calabria, l’autore dialogherà con Francesco Pungitore su letteratura, identità digitale e intelligenza artificiale Gabriele Ruggiu torna al Salone Internazionale del Libro di Torino. Lunedì 18 maggio 2026, dalle 15 alle 15.40, nello stand istituzionale della Regione Calabria, Padiglione Oval, coordinate U138–V137, l’autore calabrese presenterà il romanzo breve “L’identità dell’anima”. L’opera è stata selezionata e ammessa dalla Regione Calabria tra le proposte protagoniste della presenza calabrese al Salone, dopo la valutazione e l’accoglimento della candidatura editoriale nell’ambito del percorso promosso dal Dipartimento Turismo, Cultura e Identità territoriale. A dialogare con Ruggiu sarà il prof. Francesco Pungitore, docente e giornalista, oggi tra le figure più attive nel dibattito sull’intelligenza artificiale applicata alla scuola, alla formazione e alla società. Pungitore è Direttore tecnico dell’Osservatorio Nazionale Minori e Intelligenza Artificiale e Coordinatore Nazionale della Consulta UCIIM per l’Intelligenza Artificiale. La sua presenza darà all’incontro un taglio non solo letterario, ma anche educativo, etico e culturale. Per Ruggiu si tratta della seconda partecipazione al Salone del Libro di Torino. Nel 2025 aveva già rappresentato la Calabria con “Gli eroi di Monte Piana”, romanzo storico diventato bestseller Amazon, tradotto in cinque lingue e accolto con numerosi riconoscimenti da realtà istituzionali, scolastiche e culturali. Tra questi, spiccano l’attenzione dell’Archivio di Stato di Catanzaro, l’apprezzamento dell’Istituto Nazionale del Nastro Azzurro e le presentazioni in diversi contesti comunali e scolastici. Con “L’identità dell’anima”, Ruggiu cambia registro narrativo ma conserva il centro della sua ricerca: raccontare l’uomo davanti alle proprie ferite. Se Gli eroi di Monte Piana interrogava la memoria storica, il sacrificio e il riconoscimento negato, il nuovo romanzo breve sposta lo sguardo sul presente, affrontando il rapporto tra solitudine, identità digitale, tecnologia e intelligenza artificiale. Il protagonista è Fixer, un uomo solo, separato, chiuso nel proprio garage, dove trasmette dirette online mentre tenta di riparare hard disk, schede madri e componenti elettronici abbandonati. Ma la riparazione tecnica diventa presto una metafora più profonda: Fixer non cerca soltanto di aggiustare oggetti rotti, ma di ricomporre se stesso, il proprio passato, il rapporto con il figlio e il bisogno disperato di essere visto. Il valore del romanzo sta proprio in questa tensione. La tecnologia non è un semplice sfondo, ma uno specchio deformante dell’anima. Schermi, notifiche, password, dirette online e doppi digitali diventano strumenti narrativi attraverso cui emergono solitudine, colpa, desiderio di controllo e bisogno di riconoscimento. In questo senso, L’identità dell’anima è un’opera profondamente legata all’epoca dell’intelligenza artificiale: non perché racconti soltanto una macchina, ma perché pone una domanda più radicale sull’uomo. Che cosa resta dell’identità personale quando l’essere umano cerca negli algoritmi, negli schermi e nei propri riflessi digitali una risposta alla propria ferita interiore? Il romanzo ha già ricevuto attenzione anche dal Premio biennale “Il Miglio Blu” di Stalettì, confermando la capacità di Ruggiu di affrontare temi contemporanei attraverso una scrittura visionaria, simbolica e insieme umana. Il ritorno al Salone arriva in una fase particolarmente intensa del percorso dell’autore. Ruggiu è anche poeta premiato, è stato selezionato nell’ambito del Premio Italo Calvino 2026 con il racconto breve “Il confessionale”, ha partecipato alla Biennale di Vibo 2025 e ha preso parte all’opera teatrale “I Persiani” di Eschilo, collaborando con il Teatro di Calabria “Aroldo Tieri”. Accanto all’attività letteraria e teatrale, Ruggiu è inoltre presidente dell’associazione Collettivo Pamuk, realtà culturale impegnata nella promozione dell’arte, della scrittura e del dialogo tra linguaggi creativi. L’incontro con Francesco Pungitore permetterà dunque di leggere L’identità dell’anima non solo come romanzo, ma come occasione di riflessione sul presente. La letteratura diventa qui uno strumento per interrogare il rapporto tra uomo e tecnologia, tra identità reale e identità digitale, tra bisogno di connessione e assenza di legami autentici. Al Salone del Libro di Torino, Ruggiu porterà quindi un’opera breve ma densa, capace di unire narrativa, attualità e riflessione filosofica. Al centro non c’è la tecnologia come spettacolo, ma l’essere umano che la usa, la teme e vi si specchia. E proprio da questo specchio fragile e inquieto emerge la domanda più profonda del romanzo: nessun algoritmo, nessuna macchina, nessun doppio digitale può sostituire il confronto con la parte ferita di sé.
Ufficio Stampa - Gabriele Ruggiu - Scrittore




