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Il sax di C.so Mazzini... Oltre il semplice intrattenimento stradale

01/05/2026 11:38

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Il sax di C.so Mazzini... Oltre il semplice intrattenimento stradale

Quanti di voi avranno di certo notato e soprattutto ascoltato, quella saltuaria ma mai invadente, presenza lungo Corso Mazzini, di un bravo sassofonis

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Quanti di voi avranno di certo notato e soprattutto ascoltato, quella saltuaria ma mai invadente, presenza lungo Corso Mazzini, di un bravo sassofonista che trasforma angoli anonimi in spazi di ottima qualità sonora. A prima vista non da l’idea del tipico artista di strada improvvisato perché a mio modestissimo parere, le sue sono delle vere e proprie performance professionali, tecnicamente perfette, basate su un repertorio di brani noti eseguiti con maestria su basi curate. Insomma una sorta, passatemi il termine, di "karaoke strumentale".

L’altro giorno aveva scelto come “palco” la piazzetta che c’è tra il Mignon bar e la farmacia situata sotto il palazzo della CCIAA e a me, che mi trovavo proprio in quella farmacia e lo stavo ascoltando mentre aspettavo il mio turno, mi è venuto di fare una riflessione.

L’analisi dei fatti è semplice: la sua musica non è un rumore di fondo, ma un valore aggiunto per il contesto urbano. La qualità della sua esecuzione influisce direttamente sull'atmosfera del Corso, rendendo la sosta dei passanti più gradevole e l'attesa nei negozi meno pesante.

Spesso l’errore, di chi osserva questi scenari, è considerare il musicista come un elemento passivo del paesaggio urbano, mentre in realtà credo lo si possa definire un erogatore di servizi non richiesti, ma profondamente percepiti.

Come ho già detto, quel giorno ero in farmacia e quando è arrivato il mio turno per essere servito, è stato un quasi inevitabile argomento di conversazione con la dottoressa, con la quale siamo arrivati alla medesima conclusione e cioè che questo genere di iniziative dovrebbero essere più supportate.

La musica filtra negli ambienti privati, ne migliora il clima e diventa persino spunto di conversazione positiva tra professionisti e utenti. Probabilmente aumenta anche il tempo di permanenza dei passanti davanti alle vetrine!

Avrei una proposta da fare.

Se è vero che il talento non chiede, è altrettanto vero che il sistema economico che lo circonda ha il dovere morale oltre che un indubbio interesse strategico, di riconoscerlo. E non sto parlando di assistenza, ma di investimento nel decoro culturale.

L'invito è rivolto ai titolari delle attività che si affacciano su questo "palco improvvisato". Il musicista non disturba, non invade, non interrompe il flusso: lo nobilita.

Insomma, un riconoscimento concreto da parte dei negozianti, un "obolo" che non sia semplice elemosina o magari l'offerta di un pasto, non sarebbe solo un atto di cortesia.

Sarebbe la dimostrazione che noi catanzaresi, notoriamente accoglienti, sappiamo riconoscere il valore laddove si presenta, senza aspettare che sia mediato da un palco istituzionale.

Supportare chi rende più piacevole l'ingresso nel proprio negozio è una mossa di intelligenza sociale prima ancora che di generosità. È tempo che la "discrezione" del musicista trovi un riscontro nella "concretezza" di chi, grazie a quelle note, vede il proprio ambiente di lavoro trasformato in un luogo migliore.

Che ne dite?