FASHION

GO TO THE SITE OF:

testata per sito

Journalistic publication registered at the Court of Catanzaro  Press Register no. 314 of 12/04/2013

Publisher Editorial Director: Pino Ruggiu  

  Editor-in-Chief: Pino Ranieri  

 Deputy Director: Sabrina Mantelli

VAT No. 00485750798

logo testata online

Latest News

The latest insights from Catanzaro City Magazine

L’Università Magna Graecia si internazionalizza ed aumenta il suo prestigio scientifico in tema di “Econo

06/05/2026 11:00

author

NOTIZIE, Attualità,

L’Università Magna Graecia si internazionalizza ed aumenta il suo prestigio scientifico in tema di “Economia del Crimine”.

Ho appreso con grande soddisfazione, che il Prof. Zachary Porreca, economista statunitense, con un profilo scientifico di grande rilievo nel campo del

magna_graecia_university_of_catanzaro_03.jpeg

Ho appreso con grande soddisfazione, che il Prof. Zachary Porreca, economista statunitense, con un profilo scientifico di grande rilievo nel campo della “Economia del Crimine”, entra  a far parte del Team di ricerca coordinato dal Prof. Giuseppe Migali della Università Magna Graecia di Catanzaro. 
Il suo arrivo  rappresenta certamente un plusvalore per la nostra Università.  Egli nel corso delle sue esperienze lavorative sia negli USA che in Italia, presso la Bocconi di Milano,  ha acquisito grande esperienza, ha approfondito i molteplici aspetti economici della criminalità, ha studiato le dinamiche delle infiltrazioni criminali nella economia  ed ha puntato la sua attenzione ai metodi di contrasto al traffico della droga.
Non è più possibile, ai tempi attuali, comprendere la criminalità organizzata senza osservare le sue manifestazioni imprenditoriali, essa non opera più solamente con la violenza fisica.  Una altissima percentuale di tali organizzazioni,  -(circa l’80% come deriva da un rapporto di Europol)-,   adopera le imprese per le loro attività illecite. Esse   permettono di infiltrarsi più facilmente negli appalti,  di influenzare il mercato, di riciclare fondi illeciti e addirittura influenzare l’orientamento della società. 
L’analisi  dell’attività delle  imprese  coinvolte in illeciti penali,  ha permesso di elaborare uno specifico “indice di rischio” e anche degli “indicatori” per misurarlo. Tali dispositivi, hanno permesso di sviluppare dei modelli informatici che vengono utilizzate dalle Autorità,  per individuare le imprese    ad alto rischio criminalità.
E’ superfluo sottolineare che,   le infiltrazioni delle imprese criminali in affari leciti, non sono un fenomeno esclusivo dell’Italia, ma anche di moltissimi Paesi stranieri.  Per quanto riguarda il nostro paese, la maggior parte di quelle confiscate alle mafie, si concentra nelle regioni del sud, che tra l’altro,  è  anche la parte più cospicua di quelle colpite dalle “interdettive antimafia”.   Invece, per quanto riguarda i settori in cui si hanno maggiori  infiltrazioni mafiose, si evidenziano:  ristorazione, commercio ed edilizio.   Recentemente a questi, si sono affiancati anche settori più evoluti:   trasporti, scommesse, commercio medicinali salvavita ed energie rinnovabili.
Un altro fenomeno riscontrato  di recente e da non trascurare,  è il grande peso ed il ruolo centrale che hanno le donne nella gerarchia mafiosa. Segno questo del ricorso della criminalità a persone di famiglia, fidate, per mantenere sia la continuità operativa della famiglia  sia lo stretto controllo sulle imprese. 
Questo non significa però, che le associazioni criminali, non ricorrano anche a strutture più complesse, riflettendo un nuovo approccio criminale, sempre più integrato nell’economia e nella finanza: trust,  società fiduciarie ed altri soggetti giuridici definiti “opachi”,  che utilizzano sofisticati strumenti finanziari leciti, per riciclare danaro sporco,  nascondere la reale proprietà dei beni e proteggere il “patrimonio criminale”  da eventuali sequestri. 

Se poi   osserviamo  il bilancio delle imprese della criminalità, notiamo come molte volte riscontriamo l’esistenza di una attività produttiva inesistente, definita  “cartiera” (perché non esiste materialmente ma solo sulla carta),   oppure notiamo una concentrazione di imprese tutte con il medesimo indirizzo,  spesso fulcro di società fittizie destinate al fallimento.
L’Esimio Prof. Ernesto Ugo Savona, Direttore di Transcrime, (importante centro di ricerca su criminalità e innovazione),  in  una sua recente  dichiarazione si è così espresso: ”occorre facilitare la prevenzione e il controllo della criminalità attraverso idee innovative, analisi avanzate, tecniche all’avanguardia e cooperazione internazionale”.
Durante uno di questi eventi, si è affermato che la lotta alla criminalità si concentra ancora sulla identificazione ed eventuale condanna dei responsabili dei reati,   e si lasciano invece  in secondo piano le indagini economiche sulle ricchezze mafiose!  La sola azione penale ha dimostrato scarsissimi effetti sia deterrenti che rieducativi. Occorre quindi supportare l’azione penale con altri elementi:  le interdittive dei Prefetti, (misura cautelare e preventiva che blocca la partecipazione dell’impresa a gare,  appalti e concessioni per pericolo reale di infiltrazioni mafiosa; la ricerca accademica, strumento fondamentale per sviluppare altri indicatori di rischio, come gli strumenti innovativi per l’analisi dei c.d. big date, utilizzando anche l’intelligenza artificiale,  ed infine occorre  la collaborazione delle banche,  che attraverso le loro procedure interne possono monitorare le operazioni sospette e  segnalare   le anomalie alla autorità.    Queste azioni costituiscono solo il punto di partenza per mantenere le distanze tra imprese “sane”  e  “criminalità”.
A   mio  parere, ciò che sarebbe  auspicabile,  è verificare,   già nel momento di creazione dell’impresa, con la massima scrupolosità,  che il legale rappresentante,  i Soci  e gli amministratori,  non abbiano legami di parentela  o  rapporti di affari con soggetti già noti alle forze dell’ordine,    non abbiano un profilo economico incongruente con cariche in società di capitali,  controllare se i soggetti in questione non siano stati indagati per reati c.d. spia (associazione mafiosa, riciclaggio, estorsione),  tracciare con precisione la provenienza del capitale sociale, valutare se il business plan prevede prezzi troppo bassi o condizioni contrattuali anomali ed infine sarebbe utilissimo utilizzare sempre gli algoritmi ed indicatori predittivi  sviluppati da Transcrime per individuare anomalie di bilancio tipiche delle attività  mafiose.
Nonostante però,  le notevoli  capacità acquisite dalle Autorità  ed i lusinghieri  risultati conseguiti,  rimangono grossi intrecci da sciogliere.  Individuare i potenziali collegamenti mafiosi al momento della costituzione dell’impresa, risulta  essere talvolta un “duro percorso ad ostacoli”  e non sempre si raggiungono  i risultati sperati.  In ogni caso, costituisce un fondamentale imperativo etico per tutti: rinforzare  continuamente  la cultura della legalità!! 
Certamente, da questo punto di vista, l’ingresso del Prof. Porreca nell’organico della U.M.G. innalza  notevolmente il prestigio scientifico di essa ed   il suo profilo, di alto livello in materia di economia del crimine, rappresenta un valore aggiunto  per lo studio delle problematiche descritte e di conseguenza  per  perfezionare ulteriormente i metodi da usare per  risalire alle dinamiche  attraverso  le quali  il business criminale inquina l’economia legale.

Dott. Vitaliano Fiorentino
Mov .Pol. Nuova Genesi