
UNA BAMBINA DISABILE ASPETTA DA UN ANNO E MEZZO: LA VERGOGNA DEL COMUNE DI CATANZARO
C’è un limite oltre il quale la burocrazia diventa disumanità. E quel limite, a Catanzaro, è stato abbondantemente superato.
Da oltre un anno e mezzo una bambina con disabilità e la sua famiglia, anch’essi con disabilità, attendono l’istituzione di uno stallo di sosta personalizzato davanti alla propria abitazione in Via Brigata. Una richiesta protocollata il 5 gennaio 2025, un’ordinanza firmata dalla Polizia Locale il 20 gennaio 2026 e, nonostante tutto, a giugno 2026 lo stallo ancora non esiste.
Una situazione che definire vergognosa è persino riduttivo.
Non stiamo parlando di un’opera pubblica milionaria, di una variante urbanistica o di una procedura complessa. Stiamo parlando semplicemente di installare la segnaletica necessaria per rendere operativo uno stallo destinato a una bambina disabile, il cui diritto è stato già riconosciuto formalmente dal Comune attraverso un’apposita ordinanza.Eppure nulla.
Cinque mesi dopo l’ordinanza e un anno e mezzo dopo la richiesta, il Settore Gestione del Territorio continua a non fare ciò che avrebbe dovuto fare in pochi giorni.
La domanda è inevitabile: cosa sta aspettando il Comune di Catanzaro?
Per mesi sono state effettuate segnalazioni, solleciti e richieste di intervento. Ma dal sindaco Nicola Fiorita all’assessore competente Pasquale Squillace, fino al funzionario Fabio Gualtieri ed al responsabile del servizio Alessandro Stalteri è arrivato soltanto un assordante silenzio.
Ancora più grave è che questa inerzia colpisca una famiglia già duramente segnata dalla disabilità. Non si tratta di un favore da concedere, ma di un diritto riconosciuto dalla legge e certificato dagli stessi uffici comunali.
E mentre una bambina aspetta da mesi ciò che le spetta, i cittadini assistono quotidianamente a una gestione della segnaletica stradale che sembra funzionare con ben altra velocità quando si tratta di interventi utili alla propaganda politica o alle esigenze degli amici degli amici.
Due pesi e due misure che indignano e che meritano risposte immediate.
L’ordinanza esiste. È stata firmata. È esecutiva. Il Comune ha riconosciuto che quella famiglia possiede tutti i requisiti previsti dal regolamento.
Allora perché lo stallo non è stato ancora realizzato?
Chi si assumerà la responsabilità di questi mesi di ritardo?
Chi chiederà scusa a questa bambina e alla sua famiglia?
Perché dietro le carte, i protocolli e le firme ci sono persone reali. E quando un’amministrazione impiega un anno e mezzo per garantire un diritto elementare a una bambina disabile, non siamo più davanti a una semplice inefficienza amministrativa.
Siamo davanti al fallimento morale di chi governa la città. Sergio Costanzo Consigliere Comunale




