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Ciacci: Dalla felpa della Folgore a Catanzaro allo striscione di Cesena, essere italiani non dovrebbe dividere

11/06/2026 19:01

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NOTIZIE, Riceviamo e pubblichiamo,

Ciacci: Dalla felpa della Folgore a Catanzaro allo striscione di Cesena, essere italiani non dovrebbe dividere la scuola

La vicenda che ha coinvolto alcuni studenti di un liceo di Cesena, sanzionati dopo aver esposto uno striscione con la scritta "L'Italia agli italiani"

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La vicenda che ha coinvolto alcuni studenti di un liceo di Cesena, sanzionati dopo aver esposto uno striscione con la scritta "L'Italia agli italiani", ha aperto un dibattito che va ben oltre il singolo episodio. Si tratta di una questione che riguarda la libertà di espressione, il pluralismo delle idee e il diritto dei giovani a manifestare pacificamente il proprio pensiero.
Per questo appare condivisibile la richiesta avanzata dall'onorevole Rossano Sasso, esponente di Futuro Nazionale, che ha chiesto al Ministro dell'Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, di riferire in merito alla vicenda affinché siano chiariti i fatti e le motivazioni che hanno portato ai provvedimenti adottati.
Nessuno mette in discussione il ruolo educativo della scuola né l'autonomia delle istituzioni scolastiche. Tuttavia, è legittimo domandarsi se oggi in Italia esista ancora uno spazio realmente libero per affermare il proprio attaccamento alla Nazione, alla sua storia, alla sua cultura e alla sua identità senza essere immediatamente oggetto di sospetto o di polemica.
La scuola dovrebbe essere il luogo dove si insegna il confronto tra idee diverse, non quello dove alcune opinioni vengono considerate accettabili e altre, invece, vengono guardate con diffidenza a prescindere dal modo in cui sono espresse.
Chi scrive ricorda una vicenda personalmente vissuta durante gli anni scolastici presso il Liceo Scientifico Siciliani di Catanzaro. In quell'occasione, una felpa raffigurante la gloriosa Brigata Folgore divenne motivo di discussione in sede scolastica. Non si richiama questo episodio per formulare giudizi verso persone o istituzioni, ma perché rappresenta un esempio di come simboli legati alla storia nazionale possano talvolta suscitare reazioni che meritano una riflessione.
L'identità nazionale non dovrebbe mai essere considerata un problema. Amare l'Italia, rispettarne le istituzioni, onorarne la storia e sentirsi parte della sua comunità non può essere motivo di imbarazzo né di censura. Sono valori che appartengono alla nostra tradizione democratica e che dovrebbero essere trasmessi alle nuove generazioni insieme al rispetto delle opinioni altrui.
Molti cittadini percepiscono inoltre una evidente disparità di trattamento. In numerosi contesti scolastici, negli anni, sono state tollerate o accolte manifestazioni, slogan, bandiere e simboli riconducibili a determinate sensibilità culturali o politiche. Proprio per questo motivo appare doveroso garantire che il medesimo criterio venga applicato a tutti, senza differenze e senza pregiudizi. Il pluralismo è autentico soltanto quando vale per ogni idea legittimamente espressa.
Auspico che il caso di Cesena possa diventare un'occasione per riaffermare un principio fondamentale: la scuola non deve formare studenti che pensano tutti allo stesso modo, ma cittadini liberi, responsabili e capaci di confrontarsi nel rispetto reciproco.
Esprimo la mia vicinanza ai ragazzi coinvolti in questa vicenda e, con loro, a tutti gli studenti che desiderano esprimere le proprie convinzioni nel rispetto delle regole e della dignità delle persone. Nessun giovane dovrebbe avere la sensazione che alcune idee siano ammesse e altre no.
Rivolgo infine un sincero augurio a tutti i maturandi italiani. Affrontate questa prova con orgoglio, determinazione e fiducia nelle vostre capacità. Il futuro della nostra Nazione sarà nelle mani di donne e uomini liberi, preparati, consapevoli delle proprie radici e rispettosi delle libertà di tutti.
Buona maturità e buon cammino a tutti voi.