
Marino: “Le 4D - Demografia, Dazi, Debito, Digitale - sono la sfida per il futuro del comparto.
Servono politiche concrete”
CATANZARO – Costruire politiche utili per accompagnare le libere professioni intellettuali nelle
grandi transizioni in atto. È l'obiettivo dell'incontro che si è svolto questa mattina presso la
Cittadella Regionale tra Pietro Marino, Presidente di Confprofessioni Calabria, e il Vicepresidente
della Giunta Regionale della Calabria, On. Filippo Mancuso.
Al centro del confronto la consegna ufficiale dell'“Osservatorio sulle libere professioni in Italia e in
Calabria – Rapporto 2026”, il documento annuale realizzato da Confprofessioni Calabria per
monitorare lo stato di salute del settore a livello regionale e nazionale.
"Ringrazio il Vicepresidente Mancuso per l'attenzione e la disponibilità al confronto dimostrata
anche in questa occasione - ha dichiarato Marino al termine dell'incontro -. Il dialogo istituzionale
è la condizione necessaria per definire strategie efficaci a sostegno di un comparto che
rappresenta un asset strategico per la crescita e la competitività del territorio".
I dati e le '4D' del cambiamento
Il Rapporto 2026 offre un quadro aggiornato su occupazione, redditi e dinamiche demografiche del
mondo delle professioni. Ma il valore aggiunto dell'Osservatorio, ha spiegato Marino, è l'analisi dei
fattori di cambiamento che stanno ridefinendo l'identità stessa del lavoro professionale. Fattori
sintetizzati nelle '4D':
1. Demografia: l'invecchiamento della popolazione calabrese e il calo delle iscrizioni ai corsi di
laurea professionalizzanti rischiando di creare un vuoto generazionale. Servono politiche di
attrazione dei giovani e di ricambio generazionale negli studi.
2. Dazi: le tensioni commerciali internazionali e l'incertezza sui mercati hanno ricadute dirette
anche sull'economia dei servizi professionali, in particolare per commercialisti, consulenti del
lavoro, legali che assistono le imprese esportatrici.
3. Debito: il contesto di tassi di interesse più elevati impatta sulla sostenibilità finanziaria degli
studi professionali, soprattutto quelli di piccola dimensione. Necessari strumenti di accesso al
credito agevolato e di educazione finanziaria.
4. Digitale: l'intelligenza artificiale, le piattaforme digitali ei temi della cybersecurity stanno
trasformando radicalmente i processi e le competenze richieste. La digitalizzazione non è più
un'opzione, ma la nuova infrastruttura del lavoro professionale.
“Su queste 4D – ha sottolineato Marino – dobbiamo costruire risposte concrete
slogan, servono strumenti: formazione continua di qualità, semplificazione burocratica, accesso al
credito, incentivi alla digitalizzazione degli studi, politiche per trattenere i talenti in Calabria”.
Le professioni come asset strategico
Per Confprofessioni Calabria le libere professioni intellettuali rappresentano una componente
fondamentale del tessuto economico e sociale regionale. Avvocati, commercialisti, ingegneri,
architetti, consulenti del lavoro accompagnano quotidianamente imprese, cittadini e Pubblica
Amministrazione nei processi di trasformazione.
“Accompagnare le professioni significa accompagnare l’intero sistema Calabria – ha concluso
Marino –. Siamo pronti a mettere a disposizione dati, competenze e proposte per costruire insieme
alla Regione un percorso condiviso”.
Il Vicepresidente Mancuso ha espresso apprezzamento per il lavoro di analisi svolto da
Confprofessioni Calabria e ha ribadito l’impegno della Giunta regionale a mantenere aperto un
canale di confronto permanente con le rappresentanze del mondo professionale.





