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Il bianco, il nero, l’orizzonte: la grammatica compositiva di “Geografie possibili”

11/07/2026 16:30

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RUBRICHE, Arte e artisti,

Il bianco, il nero, l’orizzonte: la grammatica compositiva di “Geografie possibili”

A pochi giorni dall'apertura, la curatrice Maria Saveria Ruga racconta il metodo che guida la mostra fotografica di Virgilio Piccari al Complesso Monu

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A pochi giorni dall'apertura, la curatrice Maria Saveria Ruga racconta il metodo che guida
la mostra fotografica di Virgilio Piccari al Complesso Monumentale del San Giovanni
CATANZARO – Mancano pochi giorni all'inaugurazione di “Geografie possibili – Suoni
nel silenzio”, la mostra fotografica personale di Virgilio Piccari, direttore dell'Accademia
di Belle Arti di Catanzaro, in programma dal 15 luglio 2026 al Complesso Monumentale
San Giovanni di Catanzaro. In attesa dell'apertura, Maria Saveria Ruga, curatrice della
mostra assieme a Francesco Cuteri, entra nel merito del linguaggio visivo scelto
dall'artista, illustrando i principi compositivi che tengono insieme l'intero percorso
espositivo.
Il bianco, il nero e la linea dell'orizzonte
Al centro della proposta da Ruga c'è la scelta del bianco e nero, non trattata come
opzione stilistica ma come struttura portante dell'intero progetto. Nei neri profondi delle
immagini di Piccari, spiega la curatrice, si apre uno spazio che lo sguardo è chiamato ad
esplorare fino alle zone più nascoste dell'inquadratura; nel bianco – spesso un bianco di
calce, memoria della luce che la costa calabrese riflette dall'acqua, dalla pietra e dalle
case – si instaura un dialogo tonale che è già racconto.
"Nel bianco e nero scelti da Piccari per l'intera mostra, i neri diventano uno spazio da
esplorare con lo sguardo anche nelle zone più profonde dell'immagine. Il bianco, spesso
un bianco di calce che richiama la luce riflessa dall'acqua, dalle pietre e dalle case della
costa calabrese, instaura invece un dialogo tonale che è già racconto. Su questo equilibrio
si innesta la linea dell'orizzonte, mai affidata al caso. Questa costituisce l'asse portante di
ogni composizione e, insieme, il luogo in cui si riconosce lo sguardo dell'architetto,
abituato a decidere dove far cadere il confine tra terra, acqua e cielo, come se ogni
fotografia fosse anche un piccolo rilievo del territorio. Da questa disciplina compositiva
prende forma l'intero percorso espositivo: non una semplice successione di vedute, ma un
itinerario che ritorna più volte sugli stessi paesaggi,
bensì come le tappe di una ricerca che, sopralluogo dopo sopralluogo
, costruisce un archivio in divenire del paesaggio calabrese
di custodire, per chi sa
ascoltarli, una densità di memoria tutta da scoprire. Per questo la mostra chiede di essere
vista e rivista, attraversata più volte. Solo chi si concede il tempo della sosta, tornando
sulle immagini come Piccari è tornato sui luoghi, può cogliere fino in fondo ciò che ogni
fotografia conserva: non soltanto un paesaggio, ma il deposito di un tempo, di una
presenza e di una memoria che continua a riaffiorare nello sguardo”.
Sull'equilibrio tra pieni e vuoti si innesta un elemento che la curatrice individua come cifra
distintiva del lavoro: la linea dell'orizzonte, mai lasciata al caso. È lì, secondo Ruga, che si
riconosce più chiaramente lo sguardo dell'architetto – la formazione di Piccari – abituato a

decidere dove far cadere il confine tra terra, acqua e cielo, quasi che ogni fotografia fosse
anche un piccolo rilievo del territorio.
Un archivio in divenire
La lettura di Ruga restituisce la logica che governa l'allestimento del San Giovanni: un
itinerario costruito per ritorni successivi sugli stessi luoghi, primo fra tutti Monasterace. Ne
emerge l'idea di un archivio fotografico ancora aperto, in cui ogni nuovo sopralluogo
aggiunge un tassello a una ricerca che l'artista porta avanti nel tempo, in cui il pubblico è
invitato a camminare con lo stesso passo lento con cui ogni immagine è stata pensata e
realizzata.
Una mostra, dunque, che non si esaurisce in una sola visita: Ruga invita esplicitamente a
tornare sulle immagini più volte, per lasciare affiorare quella densità di memoria che il
bianco e nero di Piccari custodisce nelle sue zone più profonde.
Il profilo dell’autore
Architetto, docente e direttore di lunga esperienza nell’ambito Afam, Piccari porta in
fotografia uno sguardo formato dalla disciplina del progetto, dalla lettura dello spazio e
dalla responsabilità verso i luoghi. La sua biografia, che comprende incarichi di direzione,
attività di progettazione architettonica e impegno nella valorizzazione culturale, aiuta a
comprendere la natura consapevole di questa ricerca: non una parentesi estetica, ma
l’approdo di un percorso che unisce cultura del progetto e sensibilità per il paesaggio.
La mostra parla dunque anche di metodo, di visione e di cura del territorio come bene
comune. È una dichiarazione d’amore alla Calabria, ma anche un invito a riconoscerne la
complessità, la fragilità e la forza.
Informazioni utili
La mostra “Geografie possibili – Suoni nel silenzio” sarà ospitata a partire dal 15
luglio 2026 al Complesso Monumentale del San Giovanni di Catanzaro, uno dei
principali poli culturali della città, sorto sull’area dell’antico castello normanno e oggi sede
espositiva di rilievo regionale. L’inaugurazione è prevista alle ore 18.00.
Titolo della mostra: Geografie possibili – Suoni nel silenzio
Artista: Virgilio Piccari
A cura di: Virgilio Piccari, Maria Saveria Ruga e Francesco Cuteri
Luogo: Complesso Monumentale del San Giovanni, Catanzaro
Inaugurazione: 15 luglio 2026, ore 18.00
Conclusione: 15 settembre 2026
Ingresso gratuito