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La culla vuota e i lupi tra i banchi: difendere la vita e l’innocenza dei nostri Figli

25/07/2026 17:31

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NOTIZIE, Riceviamo e pubblichiamo,

La culla vuota e i lupi tra i banchi: difendere la vita e l’innocenza dei nostri Figli

Di Claudio Maria Ciacci  Mentre i salotti del progressismo radicale e le passerelle mediatiche locali, dove si ergono a profeti del pensiero unico fig

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Di Claudio Maria Ciacci 


 

Mentre i salotti del progressismo radicale e le passerelle mediatiche locali, dove si ergono a profeti del pensiero unico figure come Don Giacomo Panizza e i promotori della kermesse arcobaleno di Catanzaro, si affannano a celebrare mode effimere e a calpestare l’ordine naturale della Creazione, la nostra città continua a sprofondare in una vergognosa morsa di abbandono, incuria e degrado delle periferie. È il paradosso grottesco di un’amministrazione e di un establishment che trovano risorse, spazi e megafoni per finanziare questo circo mediatico arcobaleno, mentre la realtà quotidiana dei cittadini racconta di scuole comunali costrette a chiudere i battenti e a mandare a casa gli scolari per la vergognosa mancanza d'acqua. È assurdo e inaccettabile che i soldi pubblici vengano dirottati verso simili operazioni ideologiche anziché essere destinati a dotare finalmente tutti gli istituti scolastici di autoclavi e infrastrutture adeguate, risparmiando così giorni di lezione persi ai nostri ragazzi e pesanti disagi lavorativi ed economici alle famiglie.

Ma lo sconcerto tocca il fondo quando si leggono le deliranti cronache di quel dibattito, dove il professor Luigi Mariano Guzzo è arrivato a pronunciare una formula blasfema e inaccettabile destinata, a suo dire, a lasciare il segno: "sicuramente Dio è queer". Affermazioni di questo calibro non sono soltanto un’offesa gravissima al senso religioso e alla dottrina cattolica, ma rappresentano il tentativo estremo e sacrilego di trascinare il Creatore nel fango del relativismo postmoderno. Come ammoniva con inflessibile rigore San Pio X nel combattere gli errori del modernismo, la verità rivelata non può essere deformata per compiacere lo spirito corrotto del secolo. Ridurre la Maestà divina alle categorie mutevoli e devianti dell'ideologia gender significa capovolgere la Sacra Scrittura e calpestare duemila anni di Tradizione. Dio è Verità, Ordine e Perfezione immutabile, non certo lo specchio delle ossessioni ideologiche dei salotti radicali.

Questa deriva si inserisce drammaticamente nella più grave emergenza della nostra storia: l’inverno demografico e il costante, sistematico indottrinamento ideologico che avvelena le nostre scuole. La crisi della natalità non è un freddo dato statistico, ma il frutto avvelenato di cinquant’anni di nichilismo e disgregazione della famiglia tradizionale. Spegnere la speranza nella vita significa decretare la morte della nostra Nazione, un crimine che i cantori del politicamente corretto occultano dietro la retorica dell'immigrazione incontrollata. La Chiesa cattolica e la Tradizione non hanno mai smesso di denunciare questa deriva: come ricordava San Giovanni Paolo II nell'Evangelium Vitae, la difesa della vita dal concepimento alla fine è il termometro della civiltà. Attaccare la famiglia, riducendo l'unione sacra tra un uomo e una donna a una mera opzione contrattuale, significa distruggere il grembo naturale in cui la vita viene generata. San Tommaso d’Aquino ci insegna che il fine primario del matrimonio è la procreazione e l'educazione della prole: ogni progetto culturale che recide questo legame è anticristiano.

Ad aggravare questo scenario vi è l'indottrinamento martellante che ogni giorno entra nelle aule italiane. Sotto la falsa etichetta di "inclusione", le scuole vengono trasformate in succursali dell'ideologia gender per confondere le menti dei nostri figli e sradicare in loro ogni certezza morale. I programmi ministeriali piegati alle lobby globaliste mirano a cancellare madre, padre e radici cristiane, violando il diritto primario dei genitori all'educazione della prole sancito dall'articolo 30 della Costituzione. Contro questa colonizzazione delle coscienze bisogna alzare una barriera invalicabile. Papa Pio XI, nella Divini Illius Magistri, ammoniva che la vera educazione ha come fine la formazione dell'uomo secondo la legge di Dio. I nostri figli non appartengono allo Stato né ai manipolatori del pensiero unico: difendere la loro innocenza e la Verità cattolica è il dovere sacro di ogni credente.