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Sul "Catanzaro Pride" le adesioni della sinistra erano scontate. Quello che invece colpisce è la totale latitanza del centrodestra.Â
Un silenzio che sa di negligenza politica e di scarsa conoscenza della materia. Perché quando l’istituzione entra a gamba tesa, è dovere di tutti esprimere la propria posizione. Non si può sempre lasciare campo libero agli altri.
I SOLDI: 20 MILA EURO DALLE TASSE DEI CATANZARESI
Andiamo ai fatti. Il Pride costa al Comune di Catanzaro circa 20.000 euro. Â
Come? Con contributi comunali diretti, esenzione CUP, concessione gratuita del trenino del mare e degli autobus AMC.
E da dove vengono presi questi soldi? Â
Una parte arrivano dal capitolo della Pubblica Istruzione, quello delle "spese per manifestazioni in ambito scolastico". Â
9000,00 (novemila) euro arrivano dal capitolo di spesa del Sindaco, quei soldi a disposizione esclusiva del primo cittadino.
In sintesi: il Sindaco Fiorita è il maggior sponsor del Pride. Â
E poi ci si viene a raccontare la storiella che "non ci sono soldi" per le scuole, per la manutenzione, per le strade, per il verde, ecc. I soldi ci sono eccome. Basta volerli spendere.
LIDO DESERTIFICATO: ADDIO MAGNA GRECIA, BENVENUTO PRIDEÂ
A questo aggiungiamo un dato politico che pesa. In pochi anni l’amministrazione Fiorita è riuscita a desertificare il nostro quartiere Marinaro.
Scelte devastanti per la marina del capoluogo.
 L’esempio più clamoroso? L’eliminazione dal cartellone estivo catanzarese del Magna Grecia Film Festival. Â
Un evento che portava turismo, indotto, visibilità nazionale a Catanzaro. Â
E al suo posto cosa abbiamo messo? Il Pride e le iniziative ad esso collegate. Â
Si è scelto di cancellare cultura e spettacolo per sostituirlo con propaganda. Questo è il risultato.
IL MANIFESTO: UN VOLANTINO POLITICO, NON DEI DIRITTIÂ
Merita una riflessione a parte il "Manifesto politico del Catanzaro Pride 2026" approvato dal sindaco Fiorita con delibera di giunta.
A farla da padrone non sono i diritti civili, ma i soliti "pipponi": antifascismo, antisionismo, lotte partigiane, crimini del fascismo, politiche securitarie e repressive, muri, respingimenti.Â
Temi distanti anni luce dai Pride europei e nazionali più "stagionati", e soprattutto lontanissimi dalle bellicose dichiarazioni delle conferenze stampa del 2025. Ricordo quando, alla presenza dell’assessore alla Pubblica Istruzione Belcaro, si farneticava di "educazione scolastica" e "carriere alias" nelle scuole comunali.
Questa volta, invece, c’è stato un cambiamento di rotta. NEL MANIFESTO NON SI PARLA DI BAMBINI, SCUOLE E
 CARRIERE ALIAS. Un manifesto che personalmente valuto positivamente proprio perché è talmente moderato che avrebbe potuto essere scritto tranquillamente anche dagli epigoni della sinistra conservatrice catanzarese Bosco e Fiorita.Â
Chissà , magari durante il Pride qualcuno si presenterà pure in giacca e cravatta.
Ognuno è libero di manifestare. Ma che sia chiaro: questo Pride lo pagano i catanzaresi. E lo paga un Comune che ha altre priorità e che ha già svuotato Lido di eventi veri, spettacoli, manifestazioni, ecc.
Al centrodestra dico: usciamo dalla latitanza. Se non diciamo la nostra noi, la diranno sempre gli altri per noi.
Eugenio Riccio
Consigliere Comunale e Provinciale di Catanzaro




