
In occasione dei 40 anni dalla prematura scomparsa del matematico
Pasquale Caroleo (1928-1985), Antonella Pascenti, corsista del CPIA,
nonché Vice Presidente del Consiglio d’Istituto ed ex allieva del docente
catanzarese, aveva proposto al Consiglio l’intitolazione interna della Sede
Amministrativa (Viale T. Campanella - Gagliano) del CPIA di Catanzaro,
formalizzata nella seduta del 21 aprile 2026.
Tale iniziativa, ascrivibile nell’ambito dell’autonomia organizzativa, didattica e
gestionale, ad azione di “Intitolazione interna di parti ed ambienti scolastici”
(e, pertanto, non rientrante delle procedure di intitolazioni toponomastiche) si
rappresenta quale azione di valorizzazione dell’interazione tra l’istituzione
scolastica, il territorio, la continuità formativa e valoriale della stessa
Comunità Educante locale.
La proposta di intitolazione, presentata al Consiglio di Istituto, è stata così motivata:
a. Essere stato il primo gaglianese della storia dell’antico borgo cittadino a svolgere
studi superiori di scienze dell’area della “Matematica Superiore”, laureandosi
presso l’Università di Napoli ed essendo stato, a sua volta, allievo del noto
matematico Renato Caccioppoli;
b. Essere stato, pertanto, illustre ed autorevole docente di Matematica e Fisica nei
Licei e nelle scuole della città di Catanzaro.
c. Affinché la scuola, nella sua dimensione di Agenzia Educativa, persegua la
prospettiva della valorizzazione dei Buoni esempi di umanità, comportamento etico e
professionalità.
All’interno dell’edificio è stata posta una targa commemorativa in sua memoria.
Oltre che matematico, Pasquale Caroleo era anche attento ed appassionato
conoscitore della lingua latina ed esperto musico, avendo per molti anni svolto il
ruolo di solista di flicorno nella celebre Banda Musicale Città di Catanzaro diretta
da suo fratello, il Compositore e Direttore Salvatore Caroleo jr (1916-1989).
La sua morte prematura ha lasciato un vuoto incolmabile, essendo stato padre dei
suoi cinque figli, fedele consorte, amato e stimato nella società.
La frase di sintesi che compariva nel manifesto della sua morte, era:
<<Uomo che ha saputo unire all’intelligenza la bontà>>





