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La Città vuota, gli Angeli in divisa e l'immobilismo di un'amministrazione cieca: quando lo Stato c'è, ma la

16/08/2026 18:47

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NOTIZIE, Riceviamo e pubblichiamo,

La Città vuota, gli Angeli in divisa e l'immobilismo di un'amministrazione cieca: quando lo Stato c'è, ma la politica locale fallisce di Claudio Maria Ciacci

Mentre gran parte d'Italia si riversa sulle spiagge e la calura estiva svuota le nostre città, c'è chi non va in ferie. C'è chi resta, chi veglia, chi

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Mentre gran parte d'Italia si riversa sulle spiagge e la calura estiva svuota le nostre città, c'è chi non va in ferie. C'è chi resta, chi veglia, chi indossa una divisa con orgoglio e senso del dovere. È il caso della Squadra Volante della Questura, vera e propria spina dorsale della sicurezza pubblica, che nei giorni scorsi ha compiuto un gesto straordinario a Catanzaro, salvando la vita a un giovane rimasto intrappolato nella morsa della solitudine e della disperazione in una città deserta.
A loro va il nostro più sentito e profondo ringraziamento: gli "angeli in divisa" hanno dimostrato ancora una volta cosa significhi servire il tricolore, incarnando quei valori di patria, prossimità e spirito di sacrificio che troppo spesso vengono dimenticati da chi governa i nostri territori.
Il dramma sfiorato in questi giorni non è un caso isolato, ma il sintomo di una sofferenza sociale più profonda che colpisce chi non può permettersi una casa al mare o un alloggio di villeggiatura. In estate, i quartieri delle nostre città si trasformano in ghetti di solitudine e cemento roventi, abbandonati a se stessi da un'amministrazione comunale miope, distratta e totalmente scollata dalla realtà quotidiana dei cittadini.
Una città viva d'estate non dovrebbe essere un privilegio per pochi, ma un diritto garantito attraverso una rete di eventi diffusi, socialità e sostegno concreto. Invece, assistiamo all'ennesima dimostrazione di una politica ideologica e lontana dai bisogni reali della gente.
Il quadro del fallimento amministrativo diventa grottesco se guardiamo a come vengono spesi i soldi pubblici. Scopriamo così che il Comune trova agilmente 20.000 euro (precedentemente altri 2000 euro per il Road to Pride 2026) da destinare al Gay Pride, finanziando passerelle ideologiche e sfilate arcobaleno che nulla hanno a che vedere con le vere emergenze del territorio, mentre si negano i servizi essenziali alle famiglie in difficoltà.
Che vergogna! Con quei fondi si sarebbe potuto e dovuto fare ben altro. Si sarebbe potuto organizzare un sistema di corse gratuite dei mezzi pubblici verso la zona marina, garantendo a tutte quelle famiglie che non possono permettersi una casa al mare la possibilità di godersi una giornata di svago, di frescura e di normalità.
Invece ci troviamo di fronte a un'amministrazione cieca, capace solo di inseguire i diktat della sinistra radical chic, voltando le spalle agli anziani soli, alle famiglie indigenti e a quei giovani che, schiacciati dall'abbandono e dal vuoto estivo, rischiano di perdersi.
La sicurezza e l'intervento eroico della Polizia di Stato ci salvano ancora una volta la faccia, ma la politica locale ha il dovere morale di svegliarsi dal proprio torpore e rimettere al primo posto le reali priorità della nostra gente.