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ARMONIE D’ARTE, IL FEMMINILE AL CENTRO DEL MITO GRECO IL 19 AGOSTO A SOVERATO

17/08/2026 17:51

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INTRATTENIMENTO, Spettacoli e manifestazioni,

ARMONIE D’ARTE, IL FEMMINILE AL CENTRO DEL MITO GRECO IL 19 AGOSTO A SOVERATO

Per Armonie d’Arte, il 19 agosto ore 21.00 a Soverato, l’Orto Botanico accoglierà una serata speciale,un full immersion dedicata al mito, alla lettera

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Per Armonie d’Arte, il 19 agosto ore 21.00 a Soverato, l’Orto Botanico accoglierà una serata speciale,
un full immersion dedicata al mito, alla letteratura e al pensiero greco, con un elemento centrale e
fortemente caratterizzante: la riflessione sul femminile.
Tre lavori di Teatro Blu, riuniti in un nuovo format in prima nazionale, attraversano Sofocle, Eschilo,
Omero ed Euripide per riportare alla luce figure femminili che il mito ha consegnato alla storia, ma che
oggi possono essere rilette attraverso una sensibilità nuova.
Non si tratta soltanto di raccontare le donne del mito, ma di restituire loro voce, interrogando,
attraverso le loro vicende, questioni ancora profondamente attuali: la parità di genere, l’emarginazione,
il rapporto tra potere e bellezza, la violenza e la prevaricazione, la verità e l’ascolto, la libertà di scelta e
la possibilità di autodeterminarsi.
Dunque tre donne, tre sguardi, un’unica riflessione che si alimenta lungo il percorso che parte da
Sofocle, passa attraverso Eschilo e approda a Omero ed Euripide, costruendo una sorta di galleria del
femminile nel mito greco: sono donne che resistono, che vengono punite, che non vengono ascoltate,
che sfidano il potere, che vengono giudicate e che, attraverso il ribaltamento del mito, possono
finalmente recuperare una propria centralità.
Il primo atto è Antigone, uno studio da Sofocle, la donna capace di opporsi all’ordine imposto. La donna
diventa così soggetto politico e morale, capace di mettere in discussione ogni forma di assolutismo e di
totalitarismo. Con Silvia Priori che cura anche la regia, la performer Arianna Rolandi, i testi di Mario
Bianchi.
Il secondo lavoro – Cassandra - nasce da uno studio su Eschilo e porta in scena una figura femminile
punita e inascoltata, ma proprio per questo ancora più potente nella sua ricerca di verità.
Qui il femminile emerge nella sua dimensione più fragile e insieme più resistente: una donna che subisce
la prevaricazione, ma che continua a rivendicare il diritto alla propria verità e all’ascolto. Qui il rapporto
tra bellezza e potere, così come la dialettica di ruolo tra maschile – femminile diventano le coordinate di
una riflessione sulla condizione della donna che dal mito arriva ad essere, purtroppo, ancora
drammaticamente contemporanea. Anche qui in scena Silvia Priori, che cura anche testi e regia, e
Arianna Rolandi
Il terzo lavoro compie il gesto forse più significativo dell’intero percorso: ribalta il mito per restituire
dignità alla donna. A partire da Omero ed Euripide, la figura femminile di Elena viene sottratta agli
stereotipi attraverso cui è stata tramandata e osservata in una nuova prospettiva. Seduzione ed etica,
bellezza e potere, colpevolezza e innocenza diventano gli strumenti per mettere in discussione una
narrazione consolidata e restituire alla donna una diversa complessità, e soprattutto una visione di
autonomia e dignità. Ancora in scena Silvia Priori che, questa volta con Renata Coluccini, cura la regia
anche di questo terzo atto.
In definitiva il valore di questo progetto sta proprio nella possibilità di guardare al femminile attraverso
una lente antica e nel contempo attualissima.
Le protagoniste, infatti, non sono semplicemente personaggi della tragedia greca, ma diventano figure
attraverso cui interrogare il nostro tempo, perché la loro marginalizzazione, il loro essere giudicate,
punite o non ascoltate, così come la loro capacità di resistere e affermarsi, parlano ancora oggi.
Il mito diventa quindi uno spazio di confronto sulle trasformazioni che il concetto stesso di femminile ha
attraversato.
Una riflessione proposta in una dimensione più intima rispetto alla messa in scena delle tragedie e dei
miti originali, conservandone, però, tutta la portata valoriale, etica ed emozionale.
Quest’appuntamento di Armonie d’arte è, d’altra parte, un’esperienza che attinge anche al gusto: infatti
negli gli intervalli sarà offerta una degustazione ispirata agli antichi ricettari greci, a cura di Valentina
Amato e delle Cantine Russo & Longo. E anche il momento conviviale diventa parte del viaggio nella
cultura greca, ampliando l’esperienza dal teatro alla dimensione sensoriale.
Così, ancora una volta, Armonie d’Arte si candida ad essere non solo spettacolo, e certamente non solo
entertainment, ma soprattutto occasione di approfondimenti, confronti, dialogo, stimolo per la nuova
creatività possibile, cercando una sintesi tra passato e presente nel segno della ricerca.

“Un percorso – dichiara il direttore artistico Giordano - che non intende necessariamente rincorrere
l’appeal mediatico, ma indagare il patrimonio identitario occidentale e offrire chiavi di lettura
particolari, capaci di restituire al patrimonio classico una funzione viva nel presente.
In questa prospettiva, la scelta di mettere al centro il femminile nel mito greco non è soltanto una scelta
artistica, ma una precisa chiave di lettura culturale: tornare alle radici della civiltà occidentale per
interrogare ciò che siamo oggi e trarne materia per costruire il domani”.
Il mito, quindi, non viene semplicemente rappresentato: viene interrogato, rovesciato e restituito al
presente. E, attraverso le sue donne, torna a parlare di noi.
Ogni informazione e ticketing su www.armoniedarte.com e canali social dedicati.