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Il cuore gli ha cambiato la strada, non il destino: Antonio Caruso firma con Falco Editore e costruisce il suo

17/08/2026 18:51

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RUBRICHE, Libri e autori locali,

Il cuore gli ha cambiato la strada, non il destino: Antonio Caruso firma con Falco Editore e costruisce il suo nuovo futuro

Dopo oltre vent’anni nelle cucine europee, una malattia cardiaca lo costringe a ripensare la propria vita professionale. Da quella svolta nasce “A Scu

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Dopo oltre vent’anni nelle cucine europee, una malattia cardiaca lo costringe a ripensare la propria vita professionale. Da quella svolta nasce “A Scuola con lo Chef Antonio Caruso”. Il 16 agosto la firma con Falco Editore. Ora il progetto guarda oltre il libro, verso una Culinary Academy e un’attività di Private Chef sempre più esclusiva.

A volte una vita cambia direzione proprio quando sembra costretta a fermarsi.

È quello che è accaduto ad Antonio Caruso, chef calabrese originario di Scala Coeli, che dopo oltre vent’anni trascorsi nelle cucine tra Italia ed Europa ha dovuto fare i conti con una patologia cardiaca e con la necessità di ridisegnare il proprio futuro professionale.

Per chi ha costruito gran parte della propria identità tra fornelli, servizi e brigate, rallentare non significa semplicemente lavorare meno.

Significa chiedersi chi si vuole essere dopo.

Caruso ha trovato la propria risposta trasformando l’esperienza accumulata in qualcosa da lasciare agli altri.

Da qui nasce “A Scuola con lo Chef Antonio Caruso”, un progetto editoriale che il 16 agosto 2026 ha raggiunto un passaggio decisivo: la firma del contratto con Falco Editore.

Fino a poche settimane fa era un manoscritto completo alla ricerca di una casa editrice.

Oggi è un libro entrato ufficialmente nel percorso di pubblicazione.

Ma definirlo semplicemente un libro di cucina sarebbe riduttivo.

Il progetto nasce infatti dall’idea di trasmettere ciò che Caruso considera il patrimonio più importante di oltre vent’anni di mestiere: non soltanto le preparazioni, ma il ragionamento che le precede.

Tecnica, metodo, conoscenza delle materie prime, organizzazione, errori, correzioni e soprattutto la capacità di comprendere il perché di ciò che accade in cucina.

Una visione sintetizzata in una frase che accompagna il suo percorso:

«La creatività senza basi è improvvisazione. Prima bisogna conoscere, poi si può creare.»

Il volume è pensato soprattutto per studenti degli istituti alberghieri, giovani cuochi, apprendisti e professionisti che desiderano consolidare le proprie fondamenta.

Ma parla anche a una generazione di lavoratori che, come lo stesso Caruso, ha imparato una parte fondamentale del mestiere direttamente sul campo, attraversando cucine, Paesi, lingue e culture differenti.

Dietro questa nuova fase professionale, tuttavia, c’è molto più di una pubblicazione.

La firma con Falco Editore rappresenta il primo pilastro di un progetto che Caruso immagina come un vero ecosistema costruito attorno alla propria esperienza.

Il passo successivo è la Antonio Caruso Culinary Academy.

L’idea è quella di una formazione diversa dalla scuola tradizionale: piccoli gruppi, incontri concentrati, rapporto diretto con lo chef e soprattutto un collegamento concreto tra la teoria contenuta nel libro e il lavoro pratico davanti ai fornelli.

Una formazione nella quale il mestiere torni a essere trasmesso anche nel modo più antico e autentico: osservando chi sa fare, provando, sbagliando, correggendo e comprendendo.

Accanto all’Academy prende sempre maggiore forma anche il progetto Private Chef.

Una cucina lontana dai grandi numeri della ristorazione tradizionale e orientata verso esperienze più personali: pochi ospiti, menu costruiti su misura, attenzione al dettaglio e un rapporto diretto tra chef e commensale.

Non è quindi un addio alla cucina.

È una sua evoluzione.

Libro, formazione e alta cucina privata diventano tre dimensioni dello stesso progetto professionale.

La malattia cardiaca, che inizialmente aveva imposto un limite, ha finito così per accelerare una trasformazione che probabilmente attendeva da tempo.

E poi ci sono le radici.

Perché nella storia di Antonio Caruso, nonostante gli anni vissuti lontano dalla Calabria, Scala Coeli continua a occupare un posto che nessun curriculum può raccontare.

È il luogo della famiglia, dell’infanzia e di uno dei ricordi più profondi: suo padre che lo aspettava davanti a un cancello quando tornava da lontano.

Oggi quel padre non può vedere il contratto firmato.

Ma è proprio davanti a quel cancello che Antonio immagina idealmente di ritornare con il suo libro tra le mani.

Per dire soltanto:

«Papà, ce l’ho fatta.»

La firma del 16 agosto, allora, assume un significato che va oltre l’editoria.

Chiude la fase della ricerca di un editore e apre quella della costruzione di un nuovo futuro.

Un futuro nel quale Antonio Caruso non vuole più affidare tutto ciò che ha imparato soltanto ai piatti che escono da una cucina.

Vuole trasformarlo in conoscenza, formazione ed esperienza.

Perché qualche volta il cuore obbliga a cambiare ritmo.

Ma può anche indicare una strada che prima non avevamo avuto il coraggio di percorrere.