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Il sogno erotico del catanzarese-tipo

20/08/2026 07:51

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NOTIZIE, Turismo & Territorio,

Il sogno erotico del catanzarese-tipo

Isola pedonale permanente. Da alcuni giorni non si parla d’altro. Chi scrive la auspica da tempi immemori perché sogna una città europea, un centro st

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Isola pedonale permanente. Da alcuni giorni non si parla d’altro. Chi scrive la auspica da tempi immemori perché sogna una città europea, un centro storico restituito alla bellezza, dove poter passeggiare in tutta tranquillità invece di rischiare l’asfissia tra fumose marmitte, specchietti radenti e clacson assordanti.

In pratica un pericoloso slalom tra tante auto parcheggiate, ma per l’automobilista catanzarese, la sola idea di spegnere il motore e fare cinque passi equivale a una sorta di violazione dei diritti umani fondamentali sanciti dalla Convenzione di Ginevra...

Non appena è cominciata a circolare la “ferale” notizia, il dibattito sui social sta tenendo banco infiammando due fazioni inconciliabili: da un lato quelli favorevoli (come noi), che argomentiamo la grande utilità dell’isola pedonale suggerendo idee, soluzioni di mobilità e percorsi vivibili; dall’altro, l’agguerrita falange degli acerrimi detrattori, il cui unico, incrollabile, ipnotico mantra scolpito nella pietra è: "Eh, ma mancano i parcheggi!".

A beneficio di quest’ultimi, abbiamo chiesto alla solita IA di generarci l’immagine che vedete pubblicata, che potrebbe rappresentare il vero sogno erotico di ogni detrattore catanzarese che si rispetti per il quale passeggiare in un parcheggio o vivere immerso tra i tubi di scappamento è l'unico habitat naturale concepibile!

Com’è noto, il catanzarese-tipo è affetto da una rara e incurabile patologia medico-urbanistica che causa la fobia del raggio d'azione superiore ai due metri. Infatti, se deve acquistare un pacchetto di sigarette o di gomme da masticare, l'auto deve stare rigorosamente con il paraurti sulla soglia del negozio. Per questi la realtà senza auto semplicemente non deve e non può esistere e la sola vista di una strada sgombra, priva di vetture in sosta, genera un profondo senso di agorafobia e smarrimento esistenziale!

Eppure io per primo, tutte quelle volte che mi trovo sul corso per fare due passi, mi sono sempre chiesto come si possa preferire passeggiare tra le auto anziché in uno spazio libero. Un vero mistero della fede. Sembra davvero impossibile credere che per molti l'ideale sarebbe lasciare tutto com'è o, potendo, implementare la doppia fila sovrapposta come nella foto di cui sopra!

Se poi vogliamo dirla tutta, il vero capolavoro è il paradosso che scaturisce dal comportamento dei titolari di alcune delle imprese commerciali presenti sul corso che, insieme ai loro dipendenti, trovano ovviamente comodo parcheggiare proprio di fronte alle rispettive attività commerciali, salvo poi essere magari gli stessi che scrivono post indignati sui social denunciando che "il centro storico sta morendo perché i clienti non trovano parcheggio!".

A quest’isola pedonale ci crediamo veramente tanto, al punto che se analizziamo il provvedimento con occhio critico, c'è un aspetto logistico su cui è doveroso riflettere. Noi pensiamo, infatti, che il tratto che si è deciso di dedicare alla pedonalizzazione, che ricordiamo va da Piazza Grimaldi a piazza Santa Caterina, è evidente che sia molto esiguo e pertanto esortiamo che venga presa la decisione di prolungarlo, facendolo partire almeno da piazza Prefettura, includendo così questa grande piazza e i giardinetti Nicolas Green.

Perché limitarsi a un piccolissimo assaggio quando si può restituire vera dignità all'intero salotto buono della città? Liberare la grande piazza e l'area verde dei giardinetti Nicolas Green permetterebbe a famiglie, bambini e visitatori di riappropriarsi di spazi storici meravigliosi, lasciando le lamiere lontano dagli scorci architettonici di maggior pregio.

E giacchè ci siamo, perché non allargare l'orizzonte? Si potrebbe fare bingo se si pensasse di istituire l’isola pedonale anche sul lungomare! Soverato insegna.

Tuttavia, rassegniamoci alle accorate e inevitabili proteste dei residenti, che non gradiranno questa decisione, giudicandola un’ingiustizia quasi come dire che in tutte le località dove esiste da sempre, come Roma, Firenze, Bologna o Barcellona, ecc. le aree pedonali vengano tracciate tra i campi di grano o nei boschi, lasciando i centri storici interamente adibiti a circuiti di rally e garage a cielo aperto.

Purtroppo è inevitabile che il residente locale viva la pedonalizzazione come un sopruso, perchè l'idea di dover parcheggiare negli appositi stalli riservati, magari a duecento metri da casa, viene percepita come un'ingiustizia e modificare la propria routine domestica, non piace a nessuno. 

Per onestà intellettuale, non piacerebbe neanche a noi che siamo favorevoli. Ma bisognerà farsene una ragione.

In conclusione, ironia e paradossi a parte, l'istituzione dell'isola pedonale permanente è prima di tutto una questione di civiltà e di progresso. Il nostro bellissimo centro storico è un luogo unico che va vissuto con tranquillità, eleganza e rispetto. Non è semplicemente più tollerabile passeggiare schivando vetture, respirando gas di scarico e districandosi in un perenne parcheggio a cielo aperto.

Catanzaro merita di compiere questo passo verso la modernità. L'alternativa reale è solo quella rappresentata nella nostra foto.