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Denunciata dai Carabinieri di Catanzaro l’amministratrice di un impianto di lavorazione inerti per sversamen

01/09/2026 16:49

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NOTIZIE, Cronaca,

Denunciata dai Carabinieri di Catanzaro l’amministratrice di un impianto di lavorazione inerti per sversamento illecito di reflui nel torrente Soveria Simeri e acque torbide in mare

Carabinieri Catanzaro. Sversamento illecito di reflui nel torrente Soveria Simeri e acquetorbide in mare: denunciata l’amministratrice di un impianto

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Carabinieri Catanzaro. Sversamento illecito di reflui nel torrente Soveria Simeri e acque
torbide in mare: denunciata l’amministratrice di un impianto di lavorazione inerti. Rilevati
solidi sospesi 20 volte oltre i limiti di legge, senza pericolo per la balneazione.
Nella mattinata di giovedì 27 agosto, i Carabinieri della Stazione di Sellia Marina hanno denunciato
in stato di libertà alla Procura della Repubblica di Catanzaro una 48enne, amministratrice e legale
rappresentante di una società, operante nella lavorazione di inerti. Il provvedimento è scaturito a
seguito dello sversamento illecito di reflui industriali non trattati nel torrente “Soveria Simeri”, le
cui acque si immettono nel mare antistante la costa jonica.
In particolare, nel pomeriggio dello scorso 08 agosto, a seguito di numerose segnalazioni giunte al
NUE112 da diversi bagnanti circa la presenza di una macchia marrone alla foce del torrente, i
militari dell’Arma sono immediatamente intervenuti sul posto, risalendo l’alveo del corso d’acqua
fino ad individuare la fonte dell’inquinamento. Giunti nel territorio di Soveria Simeri, i Carabinieri
hanno intercettato una condotta di notevoli dimensioni, posta a ridosso del perimetro aziendale del
citato impianto, dalla quale fuoriusciva un copioso flusso di liquido denso e marrone che si
riversava direttamente nel fiume.
I successivi approfondimenti hanno fatto emergere un evidente quadro di irregolarità ambientali.
Fatto immediato accesso all’interno dello stabilimento, i Carabinieri hanno constatato che la linea di
lavorazione degli inerti era in piena funzione e che i liquidi di lavaggio venivano convogliati in
vasche di decantazione per poi defluire all’esterno, senza alcun preventivo trattamento di
chiarificazione, attraverso il tubo di scarico. Al fine di interrompere le conseguenze dannose del
reato, gli operanti hanno imposto l’immediata cessazione del ciclo produttivo e prelevato dei
campioni di refluo. Le successive analisi di laboratorio, condotte dall’ A.R.P.A.CAL. (Agenzia
Regionale per la Protezione dell’ambiente della Calabria), hanno confermato l’iniziale quadro
indiziario, rilevando un parametro di solidi sospesi venti volte superiore al limite consentito,
fortunatamente senza conseguenze nocive per la balneazione. Gli accertamenti documentali hanno,
inoltre, permesso di appurare che lo stabilimento operava in assenza di un valido titolo autorizzativo
allo scarico dei corpi idrici superficiali.
Di conseguenza, la titolare dell’impianto è stata deferita in stato di libertà alla Procura della
Repubblica di Catanzaro per scarico di acque reflue industriali, gestione di rifiuti senza
autorizzazione ed inquinamento ambientale.
L’operazione conferma l’impegno costante del Comando Provinciale dei Carabinieri a tutela di
legalità, ambiente e salute. I controlli proseguiranno in tutta la Provincia per prevenire analoghe
violazioni, a garanzia della conservazione dell’ecosistema e della salute umana e animale, in
particolare lungo la fascia costiera a forte vocazione turistica.
Il procedimento penale è tuttora pendente nella fase delle indagini preliminari, pertanto, vige il
principio di non colpevolezza.